domenica 6 luglio 2014

Ritorna a galla lo spionaggio della NSA Americana

Il Washington Post ha pubblicato oggi i risultati di uno studio, durato 4 mesi, effettuato sui dati forniti dall’ex dipendente della National Security Agency (NSA), Edward Snowden

http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2013/11/datagate-spiate-paesi-europei-6.jpg

Secondo il Washington Post 9 account su 10 erano “persone non obiettivi della sorveglianza elettronica ma che sono finite nella rete dell’agenzia per altri scopi”. Queste persone, sia americani che stranieri, erano utilizzatori abituali di internet.

Lo studio è stato fatto su circa 160 mila e-mail e messaggi, 7.900 documenti presi da oltre 11 mila account, tutti intercettati durante il primo mandato del Presidente Barack Obama (2009-12)

La metà dei dati “contiene nomi, indirizzi e-mail o altri dettagli che la NSA ha definito appartenenti a cittadini americani o residenti”. Mentre l’Agenzia ha mascherato oltre 65 mila riferimenti per proteggere la privacy dei cittadini americani, il Post ha accertato altri 900 indirizzi potrebbero essente legati a cittadini Americani o residenti.

Inoltre, la NSA ha trattenuto materiale che gli analisti avevano definito “inutile”. Questi file raccontano di storie d’amore, di tradimenti, crisi, conversioni politiche e religiose, preoccupazioni finanziarie e delusioni. Solo alcuni file hanno, invece, un certo valore informativo.

Tra le altre notizie pubblicate dal giornale si parla di “rivelazioni circa progetti o un nucleare di nazioni straniera, doppia faccia nei confronti di un alleato, un disastro militare ad una potenza nemica e l’identità di uno che è riuscito ad accedere nella rete dei computer americana”.

La scorsa settimana, il Post ha ha riportato che Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda erano viste come validi obiettivi di spionaggio da parte della NSA. Va peraltro detto che la Germania ha istituito una commissione parlamentare che sta indagando sulle intercettazioni alla cancelliera Angela Merkel.

Come è noto, Edward Joseph Snowden, 30 anni, ex collaboratore della Booz Allen Hamilton, un’azienda di tecnologia informatica consulente della NSA, ha rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, fino ad allora tenuti segreti.

Fuggito, prima ad Hong Kong ha chiesto asilo politico alla Russia ed altri paesi mentre i procuratori federali degli Stati Uniti hanno presentato nei suoi confronti una denuncia, accusandolo di furto di proprietà del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni della difesa nazionale e comunicazione volontaria di informazioni segrete con una persona non autorizzata. Le ultime due accuse sono sottoposte alla legislazione sullo spionaggio.

 Vito Di Ventura

Fonte 
Il Washington Post ha pubblicato oggi i risultati di uno studio, durato 4 mesi, effettuato sui dati forniti dall’ex dipendente della National Security Agency (NSA), Edward Snowden.
Secondo il Washington Post 9 account su 10 erano “persone non obiettivi della sorveglianza elettronica ma che sono finite nella rete dell’agenzia per altri scopi”. Queste persone, sia americani che stranieri, erano utilizzatori abituali di internet.
Lo studio è stato fatto su circa 160 mila e-mail e messaggi, 7.900 documenti presi da oltre 11 mila account, tutti intercettati durante il primo mandato del Presidente Barack Obama (2009-12)
La metà dei dati “contiene nomi, indirizzi e-mail o altri dettagli che la NSA ha definito appartenenti a cittadini americani o residenti”. Mentre l’Agenzia ha mascherato oltre 65 mila riferimenti per proteggere la privacy dei cittadini americani, il Post ha accertato altri 900 indirizzi potrebbero essente legati a cittadini Americani o residenti.
Inoltre, la NSA ha trattenuto materiale che gli analisti avevano definito “inutile”. Questi file raccontano di storie d’amore, di tradimenti, crisi, conversioni politiche e religiose, preoccupazioni finanziarie e delusioni. Solo alcuni file hanno, invece, un certo valore informativo.
Tra le altre notizie pubblicate dal giornale si parla di “rivelazioni circa progetti o un nucleare di nazioni straniera, doppia faccia nei confronti di un alleato, un disastro militare ad una potenza nemica e l’identità di uno che è riuscito ad accedere nella rete dei computer americana”.
La scorsa settimana, il Post ha ha riportato che Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda erano viste come validi obiettivi di spionaggio da parte della NSA. Va peraltro detto che la Germania ha istituito una commissione parlamentare che sta indagando sulle intercettazioni alla cancelliera Angela Merkel.
Come è noto, Edward Joseph Snowden, 30 anni, ex collaboratore della Booz Allen Hamilton, un’azienda di tecnologia informatica consulente della NSA, ha rivelato pubblicamente dettagli di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, fino ad allora tenuti segreti.
Fuggito, prima ad Hong Kong ha chiesto asilo politico alla Russia ed altri paesi mentre i procuratori federali degli Stati Uniti hanno presentato nei suoi confronti una denuncia, accusandolo di furto di proprietà del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni della difesa nazionale e comunicazione volontaria di informazioni segrete con una persona non autorizzata. Le ultime due accuse sono sottoposte alla legislazione sullo spionaggio.
di Vito DiVentura
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