giovedì 28 maggio 2015

Captato un misterioso suono a 36 km dalla Terra: la Nasa non ha spiegazioni!

I primi ad essere stupiti sono gli scienziati della Nasa: sono stati scoperti misteriosi rumori a circa 36 chilometri dalla superficie terrestre. Si tratta di un infrasuono registrato da un microfono a infrarossi durante l'esercitazione di uno studente.
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Daniel Bowman, studente dell’università del North Carolina, nel corso di un’esercitazione ha intercettato un misterioso suono a circa 36 chilometri dalla superficie terrestre.
«Sembra qualcosa di molto simile al suono di un X-Files. Questo suono potrebbe arrivare dal limite estremo dello spazio», ha spiegato Bowman.
Si tratta di un infrasuono, dunque non percepibile all’orecchio umano. Sconosciuta la fonte di emissione, tanto che neppure la Nasa è riuscita a fornire una spiegazione logica a riguardo, almeno per ora.
Tra mistero, fantasia e logica sono già molti a pensare che si tratti di un messaggio alieno, o comunque di un contatto con qualcosa o qualcuno di cui fino ad oggi si ignorava l’esistenza.
Bowman ha raccontato a Live Science di aver costruito un pallone aerostatico su cui poi ha montato il microfono a infrasuoni. Era il 9 agosto del 2014 e il pallone era sospeso tra l’Arizona e il New Mexico. «Questo suono potrebbe arrivare dal limite estremo dello spazio», commenta lo stesso Bowman.
Nessun esperimento riguardante gli infrasuoni era stato condotto a una simile altezza. E il suono non può essere udito senza prima essere “tradotto” in una frequenza che l’orecchio umano può percepire. Per risolvere il problema basta velocizzare la registrazione. Dopo averlo reso udibile, Bowman ha parlato della sua scoperta lo scorso 23 aprile durante un congresso di scienziati a Pasadena.
E la scoperta di Bowman potrebbe aprire una nuova frontiera per la ricerca. C’è già chi propone di inviare una sonda del genere su Marte o su Venere per cercare di captare qualche altro suono del genere.
“Esistono alcune frequenze che non possono essere captati sulla terra perché vengono riflessi dall’atmosfera”, commenta Omar Marcillo, geofisico americano. Staremo a vedere, anzi ad ascoltare. Con il desiderio segreto di poter ascoltare in diretta il “primo contatto” tra l’essere umano e chissà che cosa.

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