giovedì 28 maggio 2015

La Nasa prevede: 2015 record di caldo

Un drone misurerà i ghiacciai delle Alpi


Ci sono tutte le premesse scientifiche perché il 2015 si riveli l’anno globalmente più caldo da quando si fanno misure accurate, cioè da più di un secolo. Il 2014 si è chiuso con il record storico di temperatura media sul pianeta. In marzo sono state superate nell’atmosfera le 400 parti per milione di anidride carbonica come media planetaria, altro record da quando questo che è il più importante gas serra viene rigorosamente misurato a Mauna Loa nelle isole Hawaii. I primi mesi del 2015 sono stati tra i più caldi in assoluto e il loro andamento ricalca, ma al rialzo, quello di altre annate che sono state particolarmente calde. Mettendo insieme questi e altri dati collegati alle cicliche grandi perturbazioni Ninio e Ninia, il Goddard Space Center della Nasa prevede che il 2015 sarà un anno rovente (vedi grafico Goddard-Nasa).  


I ghiacciai alpini sono tra gli indicatori più sensibili del cambiamento climatico in quanto si trovano nella regione temperata del pianeta, intorno al 45° parallelo e hanno dimensioni relativamente piccole. Da decenni sono in rapido arretramento. Per la prima volta questa estate li sorveglierà un drone dell’Università statale di Milano. L’attenzione sarà concentrata sul ghiacciaio dei Forni, undici chilometri quadrati di ghiaccio sul Dosdé orientale, già da sette anni monitorato con strumenti dell’università milanese.  

A rendere particolarmente sensibili i ghiacciai alpini sta contribuendo il loro annerimento, un velo nero causato sia da detriti che vi cadono sopra dalle montagne circostanti sia dal particolato – smog – in sospensione sulla pianura padana, sia da sabbie depositate da perturbazioni africane che diventano di anno in anno più frequenti con il riscaldamento globale. La pellicola scura di smog accelera del 20 per cento la fusione del ghiaccio sottostante in quanto assorbe il calore dei raggi solari che invece verrebbe in gran parte riflesso se il ghiaccio fosse candido.  

I ghiacciai alpini sono tra i più studiati e documentati del mondo fin dall’Ottocento, quando le ascensioni di queste montagne attiravano alpinisti-esploratori da tutto il mondo. Claudio Smiraglia, glaciologo dell’Università di Milano, ne ha curato un Catasto aggiornato. Il drone prossimamente in sua dotazione permetterà di affinare la sorveglianza. Un esempio di uso pacifico e scientifico di questa tecnologia che sta rivoluzionando l’osservazione dell’ambiente da bassa quota, a integrazione di quanto da decenni si fa con i satelliti meteorologici e per telerilevamento. 

Per saperne di più. L’evoluzione del clima è un tema molto complesso. La temperatura globale della Terra risente dei gas serra, certo, ma su tempi lunghi sono molto importanti fattori come le periodiche modificazioni dell’orbita terrestre, l’attività solare, il campo magnetico planetario e interplanetario, le maree, le eruzioni vulcaniche, gli impatti di asteroidi e comete. Giordano Cevolani, già direttore dell’Area del CNR di Bologna, traccia questo quadro – che non sopporta le semplificazioni giornalistiche e televisive – nel suo libro “Clima storico. L’altalena delle fasi calde e fredde” pubblicato in questi giorni da Aracne Editrice (209 pagine, 15 euro). Per farsi un’idea dei meccanismi della meteorologia, ma anche della climatologia su breve periodo, c’è un altro libro, più divulgativo, fresco di stampa: “Il meteo dalla A alla Z” di Andrea Giuliacci e Lorenzo Di Matteo (Edizioni Dedalo,202 pagine, 16 euro). 

Altre informazioni: 
http://data.giss.nasa.gov/gistemp/  
http://www.climalteranti.it/2015/05/24/perche-il-2015-sara-molto-probabilmente-un-altro-anno-con-temperature-record/  

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