venerdì 1 maggio 2015

Samantha Cristoforetti resta senza rifornimenti: la capsula russa Progress si distruggerà senza raggiungere la stazione spaziale Iss


 

Samantha Cristoforetti resta senza rifornimenti: la capsula russa Progress si distruggerà senza raggiungere la stazione spaziale Iss

di Paolo Ricci Bitti
 
Samantha Cristoforetti e gli altri cinque astronauti sulla stazione spaziale non moriranno certo di fame, ma dopo la perdita della navetta cargo americana Cygnus il 29 ottobre scorso, si distruggerà presto anche la capsula Progress, che per due giorni ha tenuto in ansia l'equipaggio dell'Iss e i centri di controllo russi e americani.



Il cargo russo Progress ha infatti iniziato una discesa incontrollata: lo ho reso noto il centro di controllo della missione,che ha fallito l'ultimo tentativo di guidarlo. Inevitabile l'impatto con l'atmosfera e la distruzione della capsula: «I rottami potrebbero cadere sulla terra tra il 7 e l'11 maggio», hanno riferito fonti dell'industria spaziale citata da Interfax.

L'impatto nell'atmosfera del cargo russo Progress potrebbe avvenire fra pochissimi giorni, già entro domenica 3 o lunedì 4 maggio. «È ragionevole presumerlo, considerando che il cargo si trova su un'orbita ellittica, il cui punto più alto è a circa 200 chilometri dalla Terra», ha osservato Alessandro Rossi, dell' Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze e membro del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc).

Il cargo russo Progress dovrebbe bruciare interamente nell'impatto con l'atmosfera. Lo sostiene il capo del segmento russo della Stazione spaziale internazionale (Iss) Vladimir Soloviov precisando che il veicolo dovrebbe essere completamente distrutto al momento dell'ingresso negli strati più densi dell'atmosfera, «a un'altezza di 60 chilometri», e che questo processo distruttivo inizierebbe da un'altitudine di 100 chilometri. Secondo Soloviov, la Progress «probabilmente terminerà il suo volo tra il 5 e 7 maggio».




L'attracco della capsula cargo russa Progress M-27M, lanciata l'altra mattina da Baikonur, era stato rimandato a data indefinita. La navetta girava "sul suo asse molto rapidamente e in modo incontrollato" compiendo «un giro in appena alcuni secondi». Lo aveva ha dichiarato una fonte del settore aerospaziale all'agenzia Tass. Poi sono arrivate anche le immagine del vorticoso ruotare della capsula, con la Terra che entrava e usciva dall'inquadratura delle telecamera di bordo.

Inizialmente si era parlato di un ritardo di 6 ore rispetto all'ora prevista di arrivo in data 28 aprile, poi però i tempi si sono dilatati fino alla notizia che non lascia più speranze sul successo della missione.

Non che l'addio al russo Progress fuori controllo sia un pericolo per i sei astronauti a bordo della Stazione Spaziale o per qualche terrestre. Scordatevi il film Gravity, insomma.


L'agenzia spaziale russa, Roskomos, aveva spiegato che "sussistevano difficoltà nel ricevere le telemetrie dalla nave". La capsula è stipata con quasi tre tonnellate di materiale, compresi acqua e cibo, per la stazione.

Attualmente, oltre a Samantha Cristoforetti, un po' malinconica per l'avvicinarsi del rientro a Terra il 14 maggio, ci sono in orbita gli astronauti americani Virts e Scott Kelly e i cosmonauti Anton Shkaplerov, Mikhail Kornienko e Jurij Lonaakov. Con i russi che rimpiangono la copia della bandiera sovietica issata sul Reichstag il primo maggio del 1945: addio celebrazioni dell'anniversario in contemporanea con Mosca.

Il cargo Progress è il mezzo più sperimentato per portare grandi carichi sull'Iss e finora non aveva mai fallito. Così come la Sojuz è l'unico vettore per portare passeggeri sulla stazione spaziale in attesa, non certo breve, che arrivi il nuovo Shuttle americano.

La scaletta dei rifornimenti è tuttavia calcolata in modo che l'equipaggio possa resistere fino all'arrivo della prossima capsula, anche se l'eventuale mancato attracco comporta spesso un ritardo nello svolgimento del programma di esperimenti.

Ad esempio l'esplosione che si era portata via la Cygnus in ottobre (danni per 266 milioni di dollari) aveva incenerito due dei 10 kit per i test scientifici della Cristoforetti che di lì a poche settimane sarebbe arrivata sull'Iss. I team che allestiscono questi esperimenti da tempo, per sicurezza, preparano così almeno due kit per ogni test.

I DANNI
È costato circa 50 milioni di dollari (2.589 milioni di rubli) il fallimentare lancio della capsula cargo russa Progress M-27M. Lo afferma Igor Komarov, capo dell'agenzia spaziale russa Roskosmos, precisando che la capsula e il razzo vettore sono costati in totale circa 39 milioni di dollari (1.986 milioni di rubli), e che questa cifra sarà rimborsata totalmente dall'assicurazione. Secondo una fonte citata dall'agenzia Interfax, il danno sarebbe però il doppio: 97,7 milioni di dollari (5 miliardi di rubli).

LA PROSSIMA MISSIONE
Dopo il fallimentare lancio della capsula cargo russa Progress M-27M, non è da escludere che il lancio della navicella Soyuz TMA-17M in programma il 26 maggio per portare dei cosmonauti sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) possa essere posticipato. Lo fa sapere una fonte del cosmodromo russo di Baikonur, in territorio kazako, precisando che «alcuni elementi della Progress sono simili a quelli della Soyuz con equipaggio umano: in particolare il sistema di avvicinamento e aggancio Kurs è lo stesso in entrambe le navicelle». Dalla Soyuz TMA-17M dovrebbero partire verso l'Iss il russo Oleg Kononenko, il giapponese Kimiya Yui e lo statunitense Kjell Lindgren. 
 
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