sabato 17 maggio 2014

Nucleare!? No, grazie! - A Fukushima il Giappone produceva uranio per armi nucleari?

Lo dicono esperti del ministero della difesa russo. Il segreto rilevato dal torio?

Violato il trattato di non proliferazione delle armi nucleari?

di Umberto Mazzantini

 http://www.icbernareggio.it/didattici/inquinamento/nucleare/nwhyd.gif

  

Secondo un team di scienziati russi che ha studiato per conto delle agenzie del ministero della difesa di Mosca dei campioni di aerosol dopo il disastro nucleare a Fukushima Daiichi,  nella centrale nucleare si sarebbe prodotto in segreto uranio per armi nucleari, nonostante in Giappone, dopo la sconfitta della Seconda Guerra mondiale, la Costituzione pacifista e gli accordi internazionali dicessero che era proibito farlo.

L’agenzia di informazione scientifica russa Fian-Inform dedica un lunghissimo e dettagliato dossier all’argomento e, citando i risultati della ricerca,  scrive che nella centrale nucleare giapponese al momento del disastro dell’11 marzo 2011 erano in corso attività nucleari non dichiarate.

L’agenzia internazionale Rt (vicinissima, anzi praticamente l’organo ufficiale internazionale del governo russo e del presidente Vladimir Putin),  fa un sunto  del rapporto “Come riconoscere l’invisibile?”, consultabile solo in russo: «Gli esperti che hanno analizzato la nube radioattiva che il 17 marzo de 2011, 6 giorni dopo l’incidente nell’impianto, arrivò nella città russa di Petropávlovsk-Kamchatski, affermano che le concentrazioni di torio rilevate nei campioni confermano l’intenzione dei giapponesi di ottenere  uranio-233 (il componente di fissione delle armi nucleari) in forma pura ed in quantità superiori a quelle consentite  nel Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari per il ciclo uranio-torio.

Viene da chiedersi perché i Russi (che bisogna ammetterlo di radiazioni, nucleare militare e fall-out radioattivi se ne intendono parecchio) abbiano deciso di rivelare proprio ora, in piena guerra fredda Ucraina, questa clamorosa  notizia, forse vogliono fare un favore agli amici cinesi che stanno polemizzando duramente con l’iper-nazionalismo del governo di centro-destra giapponese. Va però detto che lo studio russo è avvenuto all’interno del Sistema di Monitoraggio Internazionale (Ims)  del Comprehensive Nuclear Test-Ban che proibisce i test nucleari in qualsiasi ambiente. Il segmento russo dell’Ims ha stazioni di osservazione che operano sotto l’egida del controllo speciale del ministero della difesa russo. Le stazioni che si occupano di radionuclidi trattato sono a Kirov, Norilsk Peledue, Bilibino Ussuriysk Zalesovo, Petropavlovsk-Kamchatsky e Dubna.

Comunque, secondo la ricerca russa pubblicata da Fian-Inform ed RT, «Nel particolato dell’aerosol i ricercatori hanno trovato gli isotopi  238U e 232Th in concentrazioni atomiche che erano decine (nel caso dell’uranio) e centinaia (nel caso del torio) di volte superiori a quelle che corrispondono al contenuto medio dell’elemento nella crosta terrestre». Eppure, fanno notare i russi, il Giappone non aveva dichiarato nessuna attività nucleare che richiedeva l’utilizzo del torio.

Gli scienziati russi rilevano differenze con le emissioni radioattive di  Chernobyl ed analogie con le esplosioni nucleari sotterranee e, basandosi sui loro risultati, hanno presentato tre conclusioni principali:

1. Il torio non faceva parte del combustibile di uranio, perché era presente nella massa fusa non come ossido ma come un’altra sostanza chimica molto più volatile.

2. Il torio era preparato per irradiare nel reattore per separazione dall’uranio e non faceva parte del combustibile di uranio, però si trovava nella massa fusa (in qualità di sale), perché prima dell’incidente era in un contenitore separato dentro il nucleo. Allo stesso tempo, per osservare il Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari per il ciclo uranio-torio, si deve utilizzare combustibile che contenga contemporaneamente  torio ed i tre isotopi dell’uranio. Se il torio si è irradiato per separazione dall’uranio, significa che l’uranio-233 si è prodotto mediante metodi chimici.

3. Le attività nucleari con utilizzo di torio non furono dichiarate dal Giappone, dal momento che il suo obiettivo era la produzione di uranio-23 in forma pura.



Fonte

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