martedì 3 giugno 2014

Il super paracadute della Nasa per atterraggi marziani

Primi test di volo per il Low-Density Supersonic Decelerator, il paracadute gonfiabile della Nasa a forma di navicella aliena per far atterrare carichi pesanti su Marte

Il Low Density Supersonic Decelerator (LDSD) spedito nella alta atmosfera terrestre da un razzo motore: una illustrazione artistica basata sul reale aspetto del super paracadute. NASA / JPL-Caltech

 

 

Chi dovesse vederlo flutturare nei cieli delle Hawaii nei prossimi giorni, potrebbe scambiarlo per un UFO. Ma il velivolo gonfiabile che vedete, simile a una navicella aliena, non è altro che un nuovo, resistentissimo paracadute extralarge che la Nasa sta testando per i prossimi atterraggi su Marte.

Le prime prove di lancio per il Low Density Supersonic Decelerator (LDSD) - questo il nome del veicolo - sono previste per i prossimi giorni sopra all'isola hawaiana di Kauai, presso la base militare americana U.S. Navy's Pacific Missile Range Facility.

Discesa da brivido
Far atterrare sul suolo marziano oggetti sempre più grandi, pesanti e tecnologicamente complessi - come, per esempio, una navicella spaziale con astronauti in carne ed ossa - è una delle sfide più difficili per gli addetti ai lavori: la rarefatta atmosfera marziana, la necessità di frenare in brevissimo tempo e il ritardo di trasmissioni con la sala comandi della Nasa hanno già reso un'impresa l'atterraggio di Curiosity, nell'agosto di due anni fa (guarda il video degli ultimi due minuti di atterraggio del rover). Atterraggio in più fasi
Dalle missioni Viking del 1976 fino allo sbarco di Curiosity è stato sempre utilizzato lo stesso genere di paracadute, con l'ausilio di razzi frenanti, per rallentare la precipitosa discesa dei carichi da depositare sul Pianeta Rosso (rover inclusi).

Ma nell'ottica di dovervi inviare lander dai carichi sempre più pesanti, come quelli per le future missioni umane, la Nasa ha optato per qualcosa di più robusto: un sistema per atterraggi multi stadio, che comprende due deceleratori gonfiabili capaci di rallentare l'entrata nell'atmosfera marziana da una velocità di Mach 3,5 a una di Mach 2 o inferiore, e un paracadute supersonico di 33,5 metri di diametro (il doppio di quello usato per Curiosity) che dovrebbe rallentare il carico fino a velocità subsoniche.

Prove generali
Quest'ultimo è troppo grande per essere testato in una normale galleria del vento. Così gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della Nasa hanno optato per test nell'alta atmosfera terrestre, che dovrebbe simulare le condizioni dell'atmosfera marziana. Un pallone atmosferico riempito ad elio trasporterà il "disco volante" fino a 37 chilometri di quota sopra al Pacifico. Da qui un razzo motore lo spingerà fino a 54 chilometri d'altezza facendogli raggiungere una velocità di Mach 4, analoga a quella che avrebbe un ipotetico lander all'ingresso nell'atmosfera di Marte.

Quindi dovrebbe iniziare l'avventuroso, ma speriamo a lieto fine, atterraggio, ripreso dalle 4 telecamere di bordo e visibile in diretta sul sito del progetto. La prima finestra di lancio, prevista per oggi, è stata annullata a causa delle cattive condizioni meteo. Le prossime sono previste per il 5, 7, 9, 11 e 14 giugno.

Fonte

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