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Sunday, January 8, 2012

Saphari, i robot pensati da Asimov parleranno anche italiano

È stato avviato il progetto Saphari (Safe and Autonomous Physical Human-Aware Robot Interaction), che definirà i "paradigmi e le soluzioni tecnologiche per la prossima generazione di robot autonomi, in grado di collaborare in modo attivo e sicuro con gli umani". Si tratta di un'iniziativa europea guidata dagli esperti dell'Università di Roma La Sapienza.

Il cuore del progetto è lo sviluppo di robot che possano vivere al nostro fianco, tanto in casa quando sul lavoro. Un obiettivo che richiede di stabilire alcuni parametri fondamentali. "Dobbiamo fare in modo che siano molto sicuri, in grado di capire se hanno persone attorno e capirne le intenzione di movimento per evitare scontri o incidenti", spiega per esempio Alessandro De Luca, coordinatore del progetto.

Progetto Saphari

La disciplina al centro di questa iniziativa è quella dell'interazione Uomo-Macchina, e la svolta fondamentale che ha permesso di avviare il progetto è stata l'idea di ripensare alle macchine in prospettiva umanocentrica, dal design ai sistemi di controllo.

Quella di mettere l'essere umano al centro del pensiero non è certo una novità, se si pensa che è proprio l'umanesimo rinascimentale ad aver dato vita a uno dei periodi più splendidi della storia Umana, popolato da persone come Leonardo, Michelangelo, Lorenzo de Medici e altri. In altri contesti inoltre questo principio è già più che affermato, come per esempio nella ricerca e sviluppo di sistemi operativi e applicazioni, in particolare in ambito mobile.

Il progetto Saphari tuttavia non punta a raffinare il pensiero umano (non che sarebbe superfluo oggigiorno), ma il suo meccanicismo non è da sottovalutare. L'idea di riportare al centro del pensiero l'essere umano ha infatti le potenzialità per rivoluzionare il modo in cui si guarda alle scienze più avanzate, che spesso trascurano questo importante aspetto.

Le macchine sostituiranno l'Umano e toccheranno il divino?

E se l'idea di creare robot che possano interagire con noi nelle nostre case e nei luoghi di lavoro ha soprattutto uno scopo commerciale, non si può sorvolare sul fatto che stiamo parlando degli stessi principi immaginati da Asimov nei suoi celebri testi dedicati alla robotica, da autori più cupi come Philip Dick, e da sceneggiatori main stream come quelli di Star Trek e Guerre Stellari.

Per ora Saphari è un progetto che punta alla sicurezza fisica dei Robot - prima legge della robotica - in ambiti concreti come quelli ospedalieri, e nell'assistenza domestica. Il progetto Saphari in altre parole è terribilmente concreto da una parte e dall'altra accarezza sogni e fantasie. Una caratteristica sufficiente per dire che è un passo nella direzione giusta. Chi fosse interessato ai dettagli del progetto, può consultare il relativo sito web.

Il progetto Saphari fa capo a un consorzio coordinato dal dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale Antonio Ruberti della Sapienza, e che coinvolge altri tre partner italiani (Università di Pisa, Università di Napoli Federico II e Istituto Italiano di Tecnologia di Genova), quattro tedeschi (DLR, Fraunhofer IOSB, Technische Universitaet Muenchen e l'azienda di robotica KUKA) e due francesi (LAAS-CNRS di Tolosa ed EADS Innovation Works).

Fonte: http://www.tomshw.it

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