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Saturday, December 17, 2011

Progetto regionale di accoglienza dei bambini di Chernobyl


Una quarantina di bambini ucraini, provenienti dai villaggi del distretto di Kagarlik e Rzhisiv della regione di Kiev, sono stati ricevuti oggi nella sede della Regione Emilia-Romagna dall’assessore alla Cooperazione allo sviluppo, Donatella Bortolazzi. I bambini ucraini, con tre accompagnatori, sono ospitati dall’Associazione Polivalente 87 e G. Pini di Modena dal 5 dicembre al 5 gennaio 2012 nell’ambito del Progetto regionale di accoglienza dei bambini di Chernobyl.

“Il progetto – ha commentato l’assessore Bortolazzi – è molto importante perché dal punto di vista sanitario consente l’esame medico sui bambini della zona contaminata in seguito all’incidente nucleare. Ma la cosa fondamentale è aiutarli a casa loro, perché la cooperazione decentrata consente di sfruttare meglio le risorse regionali coinvolgendo un numero di beneficiari molto alto, con progetti di prevenzione sanitaria, alimentare, di inserimento di disabili nelle scuole, con la costruzione di case famiglia per orfani sociali all’interno degli istituti scolastici”.

“Ritengo inoltre fondamentale – ha aggiunto l’assessore – il ruolo delle associazioni nel garantire il collegamento con le controparti istituzionali e con la società civile locale, per una maggiore corresponsabilizzazione, efficacia delle progettazioni e continuità dei progetti anche dopo in nostro intervento”.

L’Associazione Polivalente 87 e G.Pini di Modena da anni lavora in Ucraina, nel Distretto di Kagarlik, Regione di Kiev, in progetti di cooperazione internazionale e aiuto umanitario, rivolti principalmente alle scuole, nei settori della prevenzione sanitaria e alimentare, nell’inserimento dei bambini disabili nelle scuole, nella prevenzione al traffico di minori, nella creazione di “case famiglia” per orfani.

Progetto regionale Chernobyl

Dal 1996 la Regione, in collaborazione con le associazioni Anpas, Arci, Legambiente (le cui associazioni sono poi confluite nell’associazione Verso Est) e Aiutiamoli a Vivere, organizza soggiorni, presso famiglie emiliano-romagnole, di bambini provenienti dalle zone di Bielorussia e Ucraina contaminate dall’incidente nucleare di Chernobyl. Dal 1996 a oggi sono quasi 10 mila i bambini bielorussi (la stragrande maggioranza) e ucraini arrivati in Emilia-Romagna grazie al “Progetto di accoglienza dei bambini di Chernobyl” promosso dalla Regione.

L’obiettivo è far trascorrere ai bambini un periodo di vacanza con attività espressamente organizzate per loro, ma anche sottoporli a specifici accertamenti diagnostici (visite pediatriche ed ecografia tiroidea) per verificarne le condizioni di salute. Per il periodo di permanenza in Emilia-Romagna, i bambini (e un accompagnatore ogni 15 minori) verranno iscritti al Servizio sanitario nazionale così da facilitare e rendere ancora più rapida la realizzazione di qualsiasi intervento medico. Il cancro alla tiroide è, infatti, assieme a quelli ai polmoni e alla vescica, la malattia più frequente tra i bambini provenienti dalla zona di Chernobyl. Un mese di soggiorno in ambienti non contaminati consente l’abbattimento fino al 50% dei valori di cesio assorbito, riducendo la possibilità di insorgenza di forme tumorali.

Nella foto un momento dell’incontro tra i bambini e l’assessore Donatella Bortolazzi

Fonte: http://www.sassuolo2000.it

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